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Pane: nel fuori casa vince la qualità

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Pane: nel fuori casa vince la qualità

Lo scorso 16 ottobre si è celebrata la Giornata Mondiale del Pane, alimento presente su tutte le tavole, nella versione fresca e surgelata.

Secondo la preview della ricerca Cerved sul mercato della panificazione, presentata da AIBI-Assitol a SIGEP 2026, nel 2025 in Italia sono stati prodotti 1,382 milioni di tonnellate di pane. Il pane rappresenta il 40% del fatturato e il 62,5% dei volumi produttivi dei panificatori, mentre crescono pizza, focacce e dolci, che insieme arrivano al 60% degli introiti. La stessa ricerca segnala la preferenza per il prodotto artigianale, le grandi pezzature e gli ingredienti locali, oltre all’interesse per pane di grano duro, prodotti con semi o fibre, grani antichi e farine speciali.

Tra le tendenze più evidenti emergono la crescita dei pani integrali, multicereali, con semi e grani antichi e il dinamismo del senza glutine, sempre più presente nell’offerta dei locali, che si fa più varia e inclusiva. Crescono, inoltre, le specialità legate alla tradizione regionale, come focacce, piadine, taralli, tigelle, gnocco fritto e grissini, mentre il mondo burger sostiene la domanda di panini dedicati, comprese le proposte premium come brioche bun e panini gourmet. Anche il cestino del pane si rinnova, con maggiore spazio a mix assortiti e proposte aromatizzate.

La crescita dei panini gourmet e l’evoluzione del cestino del pane mostrano come anche un alimento quotidiano possa diventare un elemento distintivo dell’esperienza proposta dal locale, accanto a esigenze di velocità, continuità del risultato, versatilità e organizzazione del servizio.

La Giornata Mondiale del Pane è stata, così, l’occasione per riportare l’attenzione su un alimento essenziale, capace di assumere ruoli molto diversi nella ristorazione: accompagnamento del pasto, elemento del cestino del pane, base per panini e proposte gourmet, protagonista di aperitivi, snack e momenti di condivisione.

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